Fonte:
http://www.giornaledibrescia.it/in-citta/cromo-nei-pozzi-al-villaggio-sereno-e-chiesanuova-1.1071312
La chiamano «operazione Mise»: messa in sicurezza di emergenza. Perché i monitoraggi effettuati nei 104 punti (tra pozzi pubblici e privati) della zona sud-ovest della città hanno restituito tutti lo stesso esito. Un inquinamento da cromo esavalente anche 12.480 volte superiore al limite previsto. E allora la parola «emergenza» diventa d'obbligo. Perché «le analisi sulle acque sotterranee hanno confermato una compromissione della falda rispetto al cromo VI».
Due i focolai individuati da Comune, Arpa e Provincia: il sito Baratti Inselvini di via Padova e il comparto ex Forzanini di via Ancona. Due focolai che dopo essere stati sorvegliati per un anno intero, si preparano al risanamento e ad una sorta di «piano bonifica» su più tempi. Perché un conto è il quadro di partenza, altro conto è passare dalla teoria alla pratica. Per gli enti insomma «la messa in sicurezza» (ovvero l'isolamento dei pozzi contaminati) non può bastare. L'obiettivo dev'essere «risanare» - e, quindi, bonificare - l'asse sud-ovest della città, un asse peraltro compreso all'interno del Sito di interesse nazionale Brescia-Caffaro.
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